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Le Chiese di Porto Azzurro
IL TERRITORIO E LA PARROCCHIA Entro la cinta della fortezza di Longone esisteva, al tempo del primo assedio del 1646, una chiesa che fu completata, si pensa, nel 1656 (tale data figura in calce all'immagine di S. Barbara esistente nella stessa); dedicata all'Apostolo Giacomo il Maggiore fu poi ricostruita, su diverso disegno, nel 1720. E', nella forma e nella struttura, una chiesa di stile barocco; e si è detto che ricorda le chiese di Barcellona ("fastosa come un hidalgo e pomposa come una chiesa del Settecento" la definiva il concittadino Mons.Vincenzo. Paoli in un suo libro); al suo interno immagini raffiguranti il Transito di S. Giuseppe; S. Simeone e S. Barbara; di quest'ultima c'era anche un pregevole busto in argento, di autore seicentesco, conservato ora in altro luogo. Vi si trovano infine lapidi dedicate a generali spagnoli che comandarono la piazza di Longone dal 1694 al 1776. La chiesa della fortezza spagnola era sede della parrocchia ed, almeno inizialmente, era destinata all'assistenza religiosa dei militari e dei civili residenti o nella cinta muraria o nella sottostante marina. Tuttavia una efficace assistenza religiosa degli abitanti della marina era ostacolata dal fatto che, al calar del sole si chiudevano le porte della fortezza e si alzavano i ponti levatoi: sicché non era pi· possibile al parroco recarsi, durante la notte, ad assistere i moribondi e a somministrare i sacramenti. Perciò, durante la Visita Pastorale del 1752, il parroco chiese ed ottenne che fosse nominato un cappellano, da lui dipendente per officiare la chiesa della Madonna del Carmine che già sorgeva alla marina; la concessione fu ottenuta anche con l'approvazione del Re di Napoli e grazie alla generosa carità di Mons. Melone, Arcivescovo di Napoli e confessore della Regina di Spagna. In una lettera di risposta al Vescovo Morteo del 29 luglio 1873 il canonico Guglielmo Signorini, proposto di Longone, afferma che la chiesa del Carmine funzionava "de facto" da chiesa parrocchiale essendo il Forte adibito da diversi anni a Bagno Penale. In seguito ad accordi fra il Vescovo Diocesano e le autorità civili verrà tuttavia riconosciuto alla comunità parrocchiale il diritto di recarsi a celebrare nella chiesa di S. Giacomo alcune feste (vedi il rescritto del vescovo Morteo il 20-2-1890, riconfermato anche nel 1959 dal Ministero di Grazia e Giustizia). La mutata situazione all'interno delle carceri non consente più oggi, per motivi di sicurezza, di usare questo diritto e l'antica chiesa parrocchiale serve così solo per l'uso religioso interno del penitenziario. Nella Visita Pastorale del 1984, il giorno 9 dicembre, il Vescovo Vivaldo consacrò solennemente l'attuale chiesa parrocchiale (l'antica chiesa del Carmine) in onore della B.V. Maria del Carmelo e di S. Giacomo Apostolo, riconoscendola e definendola con quell'atto chiesa parrocchiale di Porto Azzurro (questo il nome attuale del paese). Oggi la parrocchia conta 3112 abitanti ed è retta da Don Gianni Buoncristiano. L'epoca di costruzione della chiesa del Carmine alla marina poi divenuta chiesa parrocchiale intitolata alla Madonna del Carmine e a S. Giacomo Apostolo (festeggiato il 25 luglio) non è precisabile: si sa che fu fatta edificare da un piccolo gruppo di pescatori i quali provvidero, inizialmente, anche alle spese di culto. Restauri e aggiunte, nel secolo scorso e in epoche più recenti, le hanno dato la forma attuale; di uno di questi restauri si parla in una nota del Libro VI dei Battezzati (1837-1857): "A Perpetua Memoria. L'anno del Signore 1837 al dì 14 novembre. E' stata benedetta da me Francesco Sclano Preposto di Longone la Chiesa della S.ma Vergine del Carmine nostra Protettrice in questa marina; ed il dì 15 del suddetto mese e anno fu solennizzata la festa della S.ma Vergine del Carmine con solenne straordinaria pompa, ricorrendo la festa altresì del nostro Augusto Sovrano S.A.I. e Reale Leopoldo Secondo Granduca di Toscana, il quale per la sua clemenza ci fece la carità di darci dodicimila lire toscane per l'ingrandimento di questa chiesa". In parrocchia sono custoditi alcuni vasi sacri del XVIII sec. fra i quali spiccano un turibolo con navicella del 1792 e un altro del 1667, ambedue in argento. Un ostensorio e un calice in argento dorato donati da Mons. Antonio Milone Arcivescovo di Edessa - Accanto alla chiesa parrocchiale esiste una piccola chiesa non priva di pregio artistico "per le sue linee architettoniche che non sono più barocche ed hanno un tenue accenno al neo-classico". Fu costruita nel 1727 dal Generale don Diego d'Alarcon, governatore della Piazza di Longone ed è dedicata al "Cuor di Maria". L. Pazzaglia scrive in un suo saggio che: "l'esterno è tipico delle piccole cappelle della Spagna, non di questo periodo in particolare, o di un altro, ma delle chiesette che è facile trovare fuori Toledo o per la strada che, inerpicandosi, ci conduce a Madrid". All'interno vi è un pregevole monumento funebre e una tela raffigurante la SS. Trinità sopra l'altare.
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