Il tesoro sommerso

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La leggenda della nave dalla carrozza d'oro.

Si tratta di una vicenda che si è tramandata di generazione in generazione. Si narra che nella prima metà dell'ottocento, una nave carica di materiale prezioso, opere d'arte, oro (tra cui una carrozza), vasellami e argenteria, fece rotta verso l'Elba. Questa nave, proveniente dall'allora Regno di Napoli, naufragò nelle acque antistanti di Portolongone. Poichè si trattò di un affondamento deciso dal capitano della nave, l'equipaggio ebbe modo di salvarsi e raccontare le meraviglie del carico e dei tesori che la nave nascondeva nelle stive. Probabilmente il capitano della nave preferì affondare la nave ed il suo carico  perchè inseguito da navi francesi, che allora occupavano l'Elba e Portolongone.  La nave si chiamava "Polluce", e fu lo stesso Re Ferdinando IV ad ordinarne la sua partenza dal porto di Napoli. Lo scopo del Re era quello di porre in salvo alcuni tesori e opere d'arte poichè il suo regno stava per essere minacciato dalle truppe anglo-russe (1806). Nel 1860 si tentò il primo recupero, ma, anche se localizzarono il relitto, non andò a buon fine a causa dei mezzi rudimentali di allora. Infatti, localizzato il relitto, cercarono di "imbracarlo" e di portarlo in superficie, ma durante questa fase, si strapparono le catene e il recupero fu abbandonato. A causa di questo inconveniente, la nave venne spostata dal posto di origine cosicchè, il secondo recupero che fu nel 1936 dalla società SORIMA con la nave "Artiglio", consistette in una ricerca più che un vero e proprio recupero. L'impresa non andò a buon fine nemmeno in questo caso. Successivamente, ci furono molte altre spedizioni, più o meno ufficiali, ma pare che tutt'oggi, nessuno abbia mai recuperato qualcosa da quella nave.

r.g.

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